Cultura brasiliana, Musica, Traduzioni

Muito obrigado, axé!

Il Brasile è un paese grandicello. E, come è noto, è davvero multietnico:
storicamente, il popolo brasiliano nasce dalla mescolanza.
Mescolanza che è di sangue, di  tradizioni,  di culture, di religioni…

Alcune sono abbastanza note qui da noi, altre meno.

Per parlare di argomenti con cui sono più in confidenza, partirei dal candomblé, che è una religione ri-creata in Brasile ad opera degli africani vittime della diaspora, trasportati  oltreoceano nel corso del traffico schiavista.

Qui ci vuole una sigla. Ecco, quindi, la nostra: si tratta proprio di un invito a conoscere questo mondo misterioso, magico… afro.

L’autore della canzone è Carlinhos Brown e le meravigliose interpreti sono Ivete Sangalo e Maria Bethânia.

Il testo (e, direi, anche l’impasto di voci di Ivete e Bethânia) esprime bene
questo concetto della mescolanza, del “meticciato”  che sta alla base della cultura brasiliana: un continuo, dinamico,  inesauribile processo di creazione di prodotti originali dati dall’integrazione tra componenti dalle origini più variegate.

Vai al video della canzone su Youtube

E partiamo con una traduzione/parafrasi a ruota libera:

Odô, axé odô, axé odô, axé odô
Odô, axé odô, axé odô, axé odô

significaGrazie axé” (axé è la forza, energia che sta alla base della religione candomblé).
Quindi: Ringrazio la mia fede.

Isso é pra te levar no ilê
Pra te lembrar do badauê
Pra te lembrar de lá
Isso é pra te levar no meu terreiro
Pra te levar no candomblé
Pra te levar no altar

Questa canzone vuole portarti a casa (ilê),
ricordarti della festa (badauê),
farti ricordare come è là.
Voglio portarti nella casa dove io prego,

voglio portarti al candomblé,
voglio portarti a vedere il mio altare

Isso é pra te levar na fé
Deus é brasileiro
Muito obrigado axé
Ilumina o mirin orumilá

Na estrada que vem a cota
É um malê é um maleme

Voglio farti conoscere la mia fede
Dio è brasiliano

Ringraio la mia fede
Questa parte mescola termini di origine indigena, araba e yoruba (la lingua sacra del candomblé) per sottolineare che Dio è metaforicamente brasiliano: ovvero è meticcio, come tutta la cultura di questo paese.

Quem tem santo é quem entende
Quanto mais pra quem tem ogum

Missão e paz
Quanto mais pra quem tem ideais e

Os orixás

Chi “ha il santo” può capire, soprattutto chi è di Ogum (che è l’orixá =la divinità che apre i cammini), l’importanza di questo ritorno alle origini, per capire la ricchezza di tutti i contributi, per poter apprezzare la ricchezza delle diversità.

Joga as armas prá lá
Joga, joga as armas pra lá
Joga as armas pra lá
Faz a festa
Joga as armas prá lá

Joga, joga as armas pra lá
Joga as armas pra lá
Faz um samba
Joga as armas prá lá

Joga, joga as armas pra lá
Joga as armas pra lá
Traz a orquestra
Joga as armas prá lá

Joga, joga as armas pra lá
Joga as armas pra lá
Faz a festa

Bisogna mettere da parte le armi, smettere di combattere, accogliere festosamente e con rispetto la diversità.
Dobbiamo armonizzare, come in un samba, come in  un’orchestra, le voci e i timbri differenti.

A quel punto potremo dire: “Muito obrigado, axé”, Grazie!

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